Acquamanile a forma di colomba

“Un oggetto carico di significato: l’acquamanile del Museo Diocesano”

  • bronzo fuso, cesellato, bulinato, dorato e argentato
  • metà del sec. XIII
  • bottega orafa di Hildesheim, Bassa Sassonia, Germania

 

Durante la liturgia per contenere l’acqua usata nel rito del “Lavabo”, in cui il sacerdote si lava le mani per purificarle, veniva usato un contenitore chiamato acquamanile.

Ha la forma di una colomba, ferma ad ali chiuse, che poggia sulle due zampette e sull’estremità della coda. Come un’ampolla presenta due aperture: una sul dorso, per il riempimento, e una nel becco, che serviva a versare l’acqua durante il rito; l’impugnatura è a tralcio di vite, parte dal becco e termina sulla schiena.

L’oggetto è stato creato a fusione, partendo da un modello di cera; successivamente sono stati realizzati i decori, con un raffinato lavoro di cesello e bulino, ben visibili nel piumaggio, nei tralci, pampini e grappoli d’uva. Sulle piume delle ali e della coda sono ancora evidenti tracce della doratura e argentatura originali, quasi a ricordare i versi del Salmo “splendono d’argento le ali della colomba…”.

La forma del manufatto è ricca di significati simbolici e richiami religiosi, infatti unisce l’elemento animale, la colomba che allude alla purezza e alla pace, con quello naturale, rappresentato dalla vite. Essa è simbolo di benessere, fecondità, benedizione ma anche del sacrificio di Cristo, per l’associazione tra il vino e il suo sangue.

La bottega di provenienza e l’epoca di esecuzione sono riconoscibili dalla particolare lavorazione a cesello e dallo stile dei decori, riconducibili a diversi oggetti della metà del XIII secolo, provenienti dalle botteghe orafe di Hildesheim, nella bassa Sassonia.

L’acquamanile è oggi il simbolo e il logo del Museo Diocesano; il grande storico del Medioevo Jacques Le Goff, cittadino onorario di Fidenza, lo scelse come simbolo della mostra da lui curata “Il Medioevo europeo di Jacques Le Goff ” (28/9/2003-6/1/2004) a sottolineare un ideale di Europa pensata e auspicata sotto il segno della pace.

APPROFONDIMENTO

Jacques Le Goff (Tolone, 1º gennaio 1924 – Parigi, 1º aprile 2014): Storico francese tra i massimi studiosi della società occidentale del Medioevo, ne ha indagato temi cruciali, cogliendo i collegamenti fra storia della cultura e dinamica economica, sociologica, antropologica, e individuando il formarsi di atteggiamenti, mentalità e dottrine.

 

Fusione a cera persa: Tecnica scultorea utilizzata già dall’età del bronzo (3500/1200 a.C. circa) che può avvenire in due diversi modi:

  • modo indiretto: consiste nel creare un modello di cera e utilizzarlo per farne uno stampo di argilla nel quale viene versato il bronzo.
  • modo diretto: simile al primo metodo, ma il modello di cera è realizzato su di un altro in creta in modo che lo stampo sia vuoto all’interno

 

Bulino: Scalpello sottile con una punta in acciaio utilizzato per particolari incisioni.

 

Cesello: Piccolo scalpello con cui si possono lavorare tutti i metalli e pietre dure; viene usato per decorare, ma anche per definire le forme.

 

Lavabo o abluzione: Lavaggio rituale a scopo di purificazione spirituale. Nella Chiesa cattolica sono previsti tre tipi di abluzioni: prima della messa, all’offertorio e dopo l’atto della comunione.

 

Acquamanile: Dal latino medievale aquamanile, composto da aqua “acqua” e manus “mano”. In origine i termini più usati per indicare gli acquamanili erano urceus, urceolus e anche vas manuale e manile, per tutti i tipi di recipiente, semplici o figurati, indipendentemente dalla loro forma.