Calice ansato detto di San Donnino

“Un calice di origine germanica, dagli straordinari poteri”

  • argento sbalzato e dorato, con parti a fusione
  • sec. XII-XIII
  • oreficeria germanica

 

Il calice serviva per contenere il vino durante la messa.

I manici, a forma di ansa, sono finemente decorati, creando un pregevole contrasto con il calice e la coppa che sono lisci. Rappresentano viverne, rettili alati simili ai draghi, con una funzione allo stesso tempo ornamentale e simbolica.

La figura del drago, in tutta l’Europa medioevale, rappresenta il male da combattere e sconfiggere. Il suo aspetto mostruoso, la sua pericolosità e aggressività rimandano alle forze oscure che abitano il cuore dell’uomo e il mondo. I draghi sono sulle anse perché vengono impugnati dal sacerdote che, durante la celebrazione eucaristica, li stringe e rende “innocui”. Un significato analogo hanno i draghi raffigurati sul nodo, la la parte centrale che collega il calice alla base.

Lo stile decorativo e la composizione consentono di riconoscere l’origine germanica di quest’opera di oreficeria. Si ritiene pertanto che il calice sia stato donato alla cattedrale di Fidenza da un nobile germanico che stava probabilmente percorrendo la via Francigena.

Quando nel 1207 fu inserita nel nodo una piccola teca contenente un dente di San Donnino, patrono di Fidenza, il calice divenne un reliquiario. Anche in questa nuova versione il calice continuò ad essere usato per le messe e lo è tuttora.

Al calice-reliquia erano attribuiti diversi poteri taumaturgici: esso veniva utilizzato per dare da bere acqua e vino benedetti ai pellegrini e ai fedeli morsi o punti da animali velenosi. San Donnino è tuttora invocato, a Fidenza, contro il morso dei rettili e dei cani rabbiosi. La tradizione tramanda infatti che il santo avrebbe guarito un uomo affetto da rabbia dandogli da bere acqua e vino da lui benedetti.

APPROFONDIMENTI

Viverna: Creatura leggendaria simile al drago, appartenente alla tradizione europea. Il termine non è presente sui comuni dizionari di italiano, ma si pensa derivi dal latino vīpera. La viverna è rappresentata come un rettile alato, senza zampe anteriori e con la parte posteriore simile a un serpente con la coda uncinata, capace di iniettare veleno mortale o paralizzante. Solitamente non soffia fuoco (ma vi sono numerose eccezioni) ed è di dimensioni non troppo grandi. Le viverne rappresentano le forze del male, le forze oscure che abitano il cuore dell’uomo. Tradizionalmente si pensa abbiano intelligenza e comportamento simili a quelli dei gatti: durante il Rinascimento erano considerati il tipo di creatura più utile per la stregoneria.

 

Via Francigena: Costituita da una fascio di vie che partono da Canterbury e giungono fino a Roma e da qui proseguono fino alla Puglia (meta di pellegrinaggi). Anche ai giorni nostri la Via Francigena è percorsa da pellegrini in cammino verso i luoghi santi.   

 

Reliquia: Qualsiasi tipo di oggetto che abbia con i santi una diretta connessione. Alle reliquie erano generalmente attribuiti speciali poteri curativi e taumaturgici ed erano custodite in reliquiari.

 

Oggetti taumaturgici: Ciò che possiede poteri miracolosi o che è in grado di compiere vari miracoli. Per esempio si narra del calice che Tommaso, scalpellino di Antelami, ebbe un figlio, che chiamò Benedetto in onore del maestro. Il bambino venne morso da un serpente velenoso mentre giocava e Tommaso lo portò in Duomo, dal diacono. Questi li condusse nella cripta e fece bere il bambino dal prezioso calice nel nodo del quale era incastonato un dente di San Donnino: il bambino guarì miracolosamente.