Fonte battesimale romanico

“Il fonte battesimale rappresenta una delle scene più importanti della storia di Fidenza”

  • marmo scolpito
  • sec. XII

 

È realizzato in un tipo di marmo di colore tendente al bianco, probabilmente il biancone di Verona.

Presenta sei gruppi di personaggi scolpiti a rilievo tra i quali emerge la figura del pontefice Alessandro II (1061-1073) che tiene fra le mani un cartiglio, sul quale compare l’iscrizione Institucio Alexandri PP. II (“Istituzione di Papa Alessandro II”).

Nel secondo gruppo scultoreo sono presenti un chierico, con tonsura e cotta, che tiene nella mano destra una ciotola, mentre un sacerdote acefalo benedice con la destra e regge un libro nella sinistra. Nel terzo gruppo un altro chierico porta nella mano destra una torcia accesa, mentre alza la sinistra rivolto verso una donna vestita di tunica e mantello. Nel quarto è rappresentato un bambino sorretto da una donna, a sua volta affiancato, nel quinto, da altre due figure femminili (una acefala) e da un religioso. Nell’ultimo gruppo è presente un prelato con la mitra sul capo di fronte al quale si trova un chierico.

I sei gruppi scultorei rappresentano, secondo alcune interpretazioni, momenti del rito del battesimo e l’iscrizione alluderebbe all’atto con cui papa Alessandro II accordò a Fidenza un fonte battesimale indipendente da Parma. Secondo alcuni studiosi, l’opera sarebbe stata in origine una “fontana” dalla quale l’acqua cadeva in una vasca sottostante più ampia, in cui venivano immersi i battezzandi.

Il fonte battesimale, prima di venire spostato nel museo, si trovava nella Cattedrale, adibito a pila per l’acqua santa e poggiante su un telamone.

APPROFONDIMENTI

Telamone: Scultura maschile, a tutto tondo o ad altorilievo, impiegata come sostegno, strutturale o decorativo, spesso in sostituzione di colonne o lesene. È sinonimo di Atlante (che nella mitologia greca supporta pilastri del cielo).

 

Tonsura: Rito, ora abolito, che segnava l’ingresso nello stato clericale: consisteva nel taglio di cinque ciocche di capelli effettuato dal vescovo, a simboleggiare la rinuncia al mondo da parte del nuovo chierico.
Indica anche la rasatura in forma di disco che i religiosi avevano l’obbligo di portare alla sommità del capo (detta anche chierica).

 

Cotta: Sopravveste liturgica bianca, di lino o di cotone, ornata di merletti, lunga fino al ginocchio, con larghe maniche, indossata dai sacerdoti e dai chierici in quasi tutte le funzioni, esclusa la Messa.