Maestà Mariana (Madonna in trono con Gesù bambino)

Particolare Maestà Mariana

“Maria, sostegno della natura divina e umana di Gesù”

  • pietra di Vicenza scolpita
  • sec. XII-XIII
  • attribuita a Benedetto Antelami (Val d’Intelvi, 1150 circa – 1230 circa)

 

Benedetto Antelami aggiunge naturalismo alla rappresentazione in posa innaturale della Madonna in trono, la Maestà Mariana.

Le opere “in maestà” raffigurano un personaggio in trono; in questo caso si tratta della Vergine con in braccio Gesù bambino, un soggetto frequente nell’arte sacra e che, secondo una simbologia molto diffusa nel Medioevo, rappresenta Maria come un vero e proprio trono su cui il bambino è appoggiato. 

La raffigurazione esprime al contempo l’amore materno, la regalità e il ruolo teologico di Maria, sostegno della natura divina e umana di Gesù.

La Vergine, regina coeli et terrae, è rappresentata con il capo coperto da un velo e da una corona. Quest’ultima, come nelle corone dei sovrani del tempo, è finemente decorata con gigli stilizzati, fiori simbolo del candore e della purezza mariana.

Sia la madre che il figlio indossano abiti sacerdotali, simbolo della sacralità e divinità della loro missione.

La statua di Maria è mutila della mano destra, che si pensa tenesse una rosa, al bambino, invece, manca parte del viso andata perduta agli inizi del Novecento e la sua testa risulta riattaccata alla base del collo, dopo la caduta documentata nel 1616.

La statua rimase sopra l’altare maggiore del Duomo, in una posizione centrale ben visibile, fino alla seconda metà del Cinquecento, quando fu collocata in una nicchia della nuova torre campanaria, dove rimase fino al 1970 circa. Restaurata nel 1985, è stata infine collocata nel Museo quando fu aperto nel 1999.

Il gruppo scultoreo è unanimemente attribuito al maestro Benedetto Antelami, anche se mancano prove documentali, in quanto è molto simile per stile e morfologia ad altre opere attribuite con certezza all’artista, come le statue raffiguranti Salomone e la Regina di Saba conservate nel Museo Diocesano di Parma.

 

APPROFONDIMENTI

Benedetto Antelami: Benedetto Antelami: Scultore e architetto attivo tra la seconda metà del XII secolo e il primo trentennio del XIII in area lombardo-ligure-emiliana, è considerato il primo grande interprete del Gotico in Italia.
Dalla scarsa documentazione finora rintracciata sembra che Benedetto Antelami sia nato intorno al 1150, forse nella Valle d’Intelvi (nell’attuale provincia di Como). Per quanto riguarda la formazione, è probabile che l’artista appartenga alla cosiddetta Scuola Lombarda, prestigiosa scuola regionale del XII secolo, situata nella Valle d’Intelvi.

Prima del 1175, quando giunge a Parma, Benedetto Antelami lavora a Genova, dove scolpisce un Pulpito.
Il suo massimo capolavoro conosciuto, la Deposizione nel Duomo di Parma, rivela tra gli elementi del suo stile una chiara derivazione dai modelli dell’Île de France, che fa presumere un suo soggiorno in Francia.
Altre sue opere sono la Cattedra vescovile e le serie delle Stagioni e dei Mesi nel Duomo di Parma.

Negli anni successivi, l’Antelami lavora come architetto nella Cattedrale di Fidenza, per poi tornare a Parma e occuparsi del Battistero. Un’altra opera scultorea recentemente scoperta è la Madonna di Fontevivo, nell’Abbazia di Fontevivo, presso Parma, e il gruppo della Madonna col Bambino, in pietra policroma, databile intorno al 1190.
La morte dell’artista dovrebbe collocarsi intorno al 1230.