Ostensorio di Enrichetta d’Este

“Il prezioso ostensorio donato da Enrichetta d’Este: un capolavoro di oreficeria”

  • argento sbalzato, cesellato, dorato; diamanti, rubini, cristalli colorati, vetro
  • sec. XVIII
  • Franz Anton Gutwein, Augsburg, 1729-1805

 

L’ostensorio eucaristico è un oggetto della liturgia cattolica che serve ad esporre sull’altare o a portare in processione l’ostia consacrata; data la sua sacralità e la grande rilevanza rituale è spesso finemente decorato.

Nel 1776 Enrichetta d’Este, vedova di Antonio (Parma 1679-1731), ultimo duca di Parma e Piacenza della casa Farnese, e di Leopoldo d’Assia-Darmstadt, sposato in seconde nozze nel 1764, donò alla cattedrale di San Donnino un prezioso ostensorio come segno della sua benevolenza, generosità e devozione. Iil dono venne quindi accolto con grande entusiasmo dalla popolazione locale e dalla diocesi fidentina.

Oggi conservato nel Museo diocesano, questo ostensorio fu eseguito nella città di Augsburg dal celebre maestro Franz Anton Gutwein ed è considerato un capolavoro di oreficeria: realizzato in argento con la tecnica dello sbalzo e poi dorato a fuoco, presenta una lunetta, destinata  a contenere l’ostia consacrata, con incastonati 58 diamanti e 16 rubini di varie dimensioni; i ricchi decori a volute e intrecci floreali, nella raggiera, sono realizzati su sette piani sovrapposti.

Sulla base finemente lavorata, sono rappresentati gli stemmi delle due famiglie a cui Enrichetta apparteneva: quella d’origine, la casa d’Este, e la casa Darmstadt, in virtù del secondo matrimonio.

L’oggetto si è conservato nel tempo grazie alla sua preziosità e in quanto dono di Enrichetta: nessuno osò violarlo, modificandolo o fondendolo, in segno di rispetto per la valenza della donatrice, vissuta e sepolta a Borgo San Donnino.

APPROFONDIMENTI

Enrichetta d’Este: Enrichetta nacque nel 1702 nel Palazzo Ducale di Modena; figlia di Rinaldo d’Este, duca di Modena, sposò nel 1728 Antonio Farnese, duca di Parma e Piacenza. Alla morte del marito (1731) e in virtù di un figlio che si riteneva nascituro, Enrichetta ottenne la reggenza dello Stato che pochi mesi dopo però, risultata inesistente la gravidanza, dovette lasciare a don Carlo di Borbone-Spagna, figlio della nipote Elisabetta Farnese. Nel 1740 sposò in seconde nozze Leopoldo d’Assia-Darmstadt e con lui si trasferì a Borgo San Donnino, dove divenne una figura importante per la città. Alla sua morte (1777) Enrichetta venne sepolta nel Borgo, all’interno del Convento dei Cappuccini.

 

Antonio Farnese: Ultimo duca di Parma e Piacenza della casa Farnese, estintasi dopo 186 anni di dominio. Nato nel 1673, successe al fratello, duca Francesco, il 26 febbraio 1727; si sposò il 5 febbraio 1728 con Enrichetta d’Este, terza figlia del duca di Modena. Il suo governo durò appena quattro anni, poiché una malattia violenta lo uccise a 52 anni, il 4 gennaio 1731, lasciando la casata senza erede e discendenza.

 

Dinastia dei Farnese: Celebre e nobile famiglia del Rinascimento italiano che governò il Ducato di Parma e Piacenza, dal 1545 al 1731, e il Ducato di Castro, dal 1537 al 1649. Le origini non sono ben note, ma furono certamente modeste, perché i primi documenti ci mostrano i Farnese signori di non molto conto e al seguito di signori maggiori, e a partire dal sec. XII, in servizio di varie città, ma specialmente di Viterbo e di Orvieto. Gli studiosi hanno ipotizzato origini francesi e anche longobarde: vero è che la famiglia deve avere assunto tra il sec. XI e il XII il suo nome da quello di un suo feudo di non molta importanza, Castrum Farneti (Viterbo).

 

Leopoldo d’Assia-Darmstadt (1708 – 1764): Sposò nel 1740 Enrichetta d’Este, vedova dell’ultimo dei Farnese e con lei si trasferì a Borgo San Donnino. Alla morte di entrambi, senza figli, i feudi del Polesine e di Borgo San Donnino, a loro concessi, furono affidati al granduca di Toscana.

 

Tecnica dello sbalzo: La tecnica a sbalzo è una tecnica usata per eseguire delle opere su lastre di rame, oro o altri metalli, oppure cuoio in modo da ottenere un disegno ornamentale in rilievo.

 

Doratura a fuoco (amalgama o doratura al mercurio): Tecnica usata sui metalli. Si prepara un composto di doratura con oro e mercurio, dopo di che si va a spruzzare uniformemente l’oggetto da dorare con acido nitrico. Si bagna l’oggetto col composto oro-mercurio, e si pone in forno. Il mercurio evapora, e l’oro rimane applicato sulla superficie. Ebbe grande diffusione nel XVIII secolo, specie in Francia.